Inconsapevole ma Felice

Quanto può avere senso andare avanti, consapevole che ti stai lasciando troppe cose importanti dietro.
Come quelle relazioni che ti prendo tutto, portandoti non per loro volontà a trascurare il resto, il mondo di amici, conoscenze e passatempi.
Ti immergi a punto tale di credere la cosa non ti pesi e non abbia conseguenze, con il senno del poi invece avrai riserve, avrai rimorsi e rancori. Avrò rabbia con me stessa per aver permesso di farmi cogliere dall’immediatezza del bello, senza ponderare il giusto da farsi, le conseguenze e le perdite.

Come quelle personalità che quando gli viene assegnato un compito, un fine, un impegno…lo svolgono dediti, quasi cechi.
Senza guardare attorno, senza vedere altro, perdendosi tutto, dediti al loro compito.
Così fu l’università…
Con gli anni presi consapevolezza di questa mia dinamica, malgrado ciò ogni tentativo di porre rimedio e di vivere a pieno il momento, di godermi le persone e i luoghi che mi circondano era seguito da un fortissimo, opprimente e devastante Senso di colpa.
Io e lui siamo amici ormai da anni, siamo divenuti piu intimi negli anni di anoressia cronica e ancora oggi mi è fedele.
Sarà a seguito delle frasi sentite da bambina:
“Piccola, non perdere tempo a non fare nulla”
“Dai sempre il tuo massimo, questo è l’importante”, anche se a volte dare il mio massimo mi è costato caro….oppure è un difetto congenito dalla nascita:
-nata per svolgere il suo compito nel mondo, non per godere di esso-
Potrebbe anche essere…
Il problema che non vieni informato di questa caratteristica con l’atto della nascita, la scopri subendola e patendola negli anni.
Come le sere in cui tutti uscivano e io preoccupata ripassavo per la verifica del giorno dopo,
come oggi quando compagni di corso viaggiano, amano, si riposano ed io do esami come in una staffetta.
Senza riflettete veramente su ciò che faccio, ma facendolo; come incapace di fermarmi senza prima aver terminato e non conta se ciò mi renda felice o meno, perché mi gratifica ed è questa l’emozione che vado ricercando.

Chissà perché poi questo bisogno costante di gratifiche, inoltre relative e soggettive. Poiché ciò che è gratificante per me, d’altronde può non esserlo per un altro..

Tutto ciò ha dato i suoi frutti, ma ad oggi posso confermare non ne valesse la pena e non ne varrà la pena nemmeno successivamente, ciò nonostante non smetteró.
È un errore che, consapevole di compiere, continuerò a compiere. Consapevole di continuare a compiere.

Si intervallano poi mesi, periodi di compensazione.

Per provare a recuperare velocemente il tutto perso negli anni. Accumulo esperienze, uscite, conoscenze, alcool, sbagli, notti sbandate e amicizie sprecate.
Per sentirmi viva, per sentirmi ordinaria e conforme alla mia età; per riattivarmi e poter rientrare nel mio loculo di serietà ed impegni, che mi fa però sentire al sicuro.

Noiosa, impersonale, ma protetta da quelle false certezze.

Un vita a cardiogramma alterato.

Credo sempre la cosa peggiore nello stare male
sia la consapevolezza di stare male.

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8 commenti

  1. Vittorio Tatti · · Rispondi

    Io non lo vedo un errore: c’è chi vive superficialmente attimi di vita accumulati senza senso, e c’è chi vive intensamente quello che più gradisce fare.

    1. È un errore dal momento che non sono convinta, ho un eterna dualità sul da farsi e sul giusto modo, spero crescendo di affinare le capacità di scelta:)
      Grazie Vittorio:)

  2. Questo post potrei averlo scritto io. Mi rispecchia tantissimo. 😓

    1. Temo siamo in tanti ad avere manie del controllo affini 😉

  3. Bisognerebbe vivere con la consapevolezza che c’è qualcosa di meglio… ma accettare quello che abbiamo ora tra le mani è difficile, e allora cerchiamo anche nei posti più sbagliati quello che magari abbiamo sottomano

    1. Solo tanta confusione!

  4. la consapevolezza è la chiave magica che libera da qualsiasi catena. Da quella piccola luce (a volte dolorosa) comincia una catena incessante di domande che a ritroso scioglie e trasforma. La stessa consapevolezza di un “errore” che consapevolmente si continua a commettere, lo va depotenziando poco a poco e trasformandolo fino a che viene finalmente rilasciato. Mi piace immaginare quegli errori come i componenti di un space shuttle che, indispensabili alla propulsione, vengono poi sganciati al momento opportuno 🙂 mi piace il tuo de-scriverti

    1. Grazie Fiammetta, anche io credo di de-scrivermi. Destrutturandomi lentamente mi ricostruisco, mettendo meglio i pezzi 😉
      Un bacio e grazie del commento!

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