I fiori gli ho ricevuti 2 giorni fa

Sono una femminista incallita lo ammetto
Al punto tal volta di sforare nel disprezzo maschile.
Fondamentalmente però sono una sostenitrice dell’equilibrio, di quell’equilibrio amoroso che trascende dal sesso.

Ho vissuto di esempi di forza femminile, di audacia e di coraggio; ho visto le donne della mia vita sostenere le famiglie disastrate, riemergere a testa alta da situazione incresciose e tirare in salvo persone disperate, come i mariti, i padri o i fratelli.

Io credo le donne vivano la loro vita in una concezione di egualianza e di semplicità umana, sostenendo la più assoluta parità dei sessi, ma è quando le situazioni divengono difficili, pesanti, impegnative ed insostenibili che si fanno più grandi per necessità; non per valorizzarsi od oscurare qualcuno, ma per semplice soppravvenza.
La donna è forte per sopravvivenza!

Le donne nella storia hanno dovuto essere forti per necessità, non per scelta.
Questo le ha rese grandi sopra ogni misura.

Quello che sovente non si ricorda e non si menziona sono tutti i diritti che gli uomini si sono visti sopraggiungere senza quasi saperne perché, gli stessi per cui le donne hanno dovuto protestare, combattere, morire e giocarsi la vita…per averli,per goderli e per garantirli alle proprie figlie e alle figlie delle figlie.

Quello che spesso si dimentica è l’Errore del come “qualcosa che per alcuni è dato di fatto, per altri è un privilegio, è qualcosa percui bisogna lottare, come se non lo si meritasse di natura, come se solo qualcuno può godere di qualcosa che a qualcun’altro non spetta”.
Non parlo di meritocrazia purtroppo, bensì di sessismo.

Lo stesso sentimento di sessismo che come il razzismo, l’omofobia e le numerose altre forme di discrimazione sono ancora oggi presenti e radicate in molte menti del nostro mondo, troppe (quando troppo sarebbe anche una).

Viene definito da alcuni sociologi un inevitabile sistema dispositivo della società: la necessità che qualcuno prevalichi su qualcun’altro, pretendendo di sentirti superiore e autoritativo nei suoi confronti, per porre ordine al caos.
Io la definirei “ignoranza della specie” o “crepa nella fase evolutiva”.
Non desidero giudicare, ma ritengo solo che sopraffare qualcuno non può essere un diritto potestativo di alcuno, meno che mai un bisogno sociale.
Ma d’altronde il pensiero è libero, seppure la libertà mia termina quando inizia l’altrui.

Percui questo 8 marzo, questi fiori, queste belle parole, i cioccolatini e qualsiasi altra essenza venga oggi donata o manifestata è vana se per qualsiasi motivo è speciale e non ordinaria.
Se è atipica e non tipica
Se è circostanziata e non assoluta
Se è specifica e non comune
Se è limitata all’oggi e non estesa al sempre.

L’8 marzo non è nulla, o meglio è tutto ed è sempre, giorno per giorno senza sosta dovrebbe essere l’8 marzo.
Non esistono scuse per non rispettare e non elogiare una donna ogni giorno, ogni momento.
Per tutte le difficoltà e discriminazioni che incontra sempre, ovunque e comunque per il solo fatto d’essere nata donna.
Perché ci crediamo in una società evoluta, ma ciononostante tante sono le mancanza ancora attuali, tante differenziazioni illegittime e umilianti (solo per citare le mutilazioni genitali femminile che sono forse l’atto più atroce contro il sentimento di umanità) ma molte altre sono portante avanti nell’inconoscio dei molti, nell’ignoranza di altri e nell’indifferenza di altri ancora.

 

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15 commenti

  1. Finalmente un articolo vero sulla festa della donna! Parto dal presupposto che per me è una festa non sentita perché proprio come dici questa festa è tutto e niente e non dovrebbe essere celebrata per come è purtroppo diventata tendenza negli ultimi anni.
    Complimenti davvero bello il tuo articolo!

    1. Grazie di cuore, è la più bella soddisfazione che ciò che scrivo sia compreso e.apprezzato 🙂
      Un abbraccio!!!

  2. concordo su tutto, molto bello e scritto bene.

    1. Grazie come sempre 🙂

  3. Sulla posizione delle donne nella societa’ e sui loro diritti nutro tuttora dei sentimenti contrastanti. Da una parte mi dico che si’, e’ vero, la parita’ tra i sessi ancora non esiste, ma dall’altra sento che non potra’ mai esserci. Non prendiamoci in giro: ci sono cose su cui poche, quando non pochissime, donne potranno essere equiparabili agli uomini. Alla radio l’altro giorno il cronista faceva notare come in Regno Unito la percentiale di donne nei corpo dei Vigili del Fuoco sia, mi pare, appena il 5% del totale. Una di esse, da lui intervistata, diceva: donne, non c’e’ nessun motivo per cui noi non dobbiamo fare questo lavoro, e allora come mai siamo ancora cosi’ poche?

    Gia’, come mai?

    Per lo stesso motivo per cui la percentuale di uomini che fa l’estetista o lavora dietro il banco di una profumeria e’ di molto inferiore a quella delle donne, credo. Per cultura, mentalita’ o anche semplice attitudine alcuni impieghi si adattano di piu’ a uno dei due sessi. E, purtroppo, alcuni esempi del “sesso debole” arrivano ad essere deboli per davvero, spesso per pura convenienza, mettendo in cattiva luce quelle donne che, invece, le palle le hanno e che non hanno niente da invidiare agli uomini. E sono quelle che, personalmente, ritengo degne di essere prese in considerazione.

    Un esempio solo, a caso, che mi viene in mente: la battaglia di Nicola Sturgeon per difendere i diritti e la permanenza degli immigrati in Scozia in seguito alla Brexit. La forza, il fervore e le parole di quella donna difficilmente le vedrei sulla bocca di alcune delle signore (piu’ showgirl che politiche) che siedono alla guida dell’Italia.

    1. Mi scuso per il ritardo in primis, solo adesso ho notato di non aver risposto
      Si concordo, nel senso che differebze eesisteranno semore, sui lavori professioni, sul modo di vestire personale, sugli hobby, i gusti cinematografici… alcune più banali, altri più significative. Le differenze sono importanti, non suolo fra uomo e donna, ma fra individuo ed individuo.
      Appunto anche fra donne e donne, come frs uomoni e uomini.
      Quello cui mi riferivo io, tentando di criticare tali forme di pensiero, sono ogni forma di discriminazione, cui il sessismo ne è una. Seppure numerose sono anche nei confronti degli uomini, perciò ricado nell elogio di un equilibrio dal punto di vista dei diritti, delle libertà e dei doveri. Un uguaglianza concettuale, che poi può prendere forma in infinite differenziazioni formali.
      Solo il mio pensiero, un saluto:)

      1. Figurati! Grazie per la risposta! 😉 buon sabato!

  4. Io non li ho ricevuti per niente 😉

  5. Dalle profondità della terra al cielo infinito, donna coraggiosa e fonte di vita. Storie di amore di speranza e compassione. Donna presente da un passato inglorioso a un futuro radioso pieno di lotte di misteri e di magia. Non siamo degni di esservi pari poiché spaventati, violenti e indelicati. 8 marzo coraggiosa memoria di battaglie mai vinte in un mondo di uomini trogloditi e violenti. Complimenti per l’originalità del tuo scrivere di donne, considerando la tua giovane età. Forse la speranza c’è ancora. E se posso permettermi la tua sensibilità è ancor più profonda avendo vissuto l’anoressia che infido tutto avviluppa. Saluti Matteo Di Stasio

    1. Wow, bella e vera
      Grazie con affetto, Matteo

  6. Ho letto il primo rigo e mi sono fermato. Fai semplicemente schifo. Sessista ignorante.

    Vedi, caro esemplare del sesso debole: voi volete la parità, ma se fate discriminazione, noi uomini vi mangiamo in un boccone.

    66.000 femminicidi l’anno, bambine mutilate in Egitto, schiavitù femminile fiorente in Asia, Africa, violenze sessuali a milioni sulle donne in tutta Europa. Questi sono i frutti “reattivi” di atteggiamenti come il tuo. Voi disprezzate, l’uomo reagisce e vi mangia vive.

    “sono così sessista da scadere nel disprezzo maschile” e non lamentarti se poi non avete alcuna parità sociale e siete al di sotto dei cani, come evoluzione socio-storica, essendo così patetiche.

    Dimenticavo, sono un maschilista incallito e e disprezzo il genere femminile. Vi considero al di sotto dei porci.

    1. Mi spiace ti sia fermato al primo rigo, continuando avresti compreso che era un affermazione fina a se stessa e che il post non voleva essere sessista, esorbitando dal lato opposto contro il sesso maschile. Piuttosto contrario ad ogni forma di discriminazione, cui il sessismo spesso ne è una. Ad ogni modo non volevo essere dispregiativa verso gli uomini, credo nel loro valore e nelle loro capacità, quanto in quelle femminili. Semplicemente ritengo che molti diritti siano stati ai primi elargiti con maggior facilità rispetto le difficoltà che hanno dovuto sostenere le donne per ottenerli. Si fermava lì il mio discorso, ad un dato storico appurato.
      Arrivare a sostenere che alcuni dei delitti più violenti contro le donne siano originari da un’azione-reazione al comportamento femminile, credo sia semplicistico e inadatto.
      Ad ogni modo hai espresso la tua idea e sono per la liberà di pensiero, percui spero tu possa trovare un po di serenità ed essere meno in conflitto con le donne, poiché entrambi i sessi sono meravigliosi, anche per le loro differenze!

  7. “Non esistono scuse per non rispettare e non elogiare una donna ogni giorno, ogni momento.
    Per tutte le difficoltà e discriminazioni che incontra sempre, ovunque e comunque per il solo fatto d’essere nata donna.”

    Questo vale anche per gli uomini.

    Non esistono scuse per non rispettare e non elogiare un uomo ogni giorno ed ogni momento, per il semplice fatto che è dall’uomo che passa l’esistenza della società, della cultura, della storia. Del mondo. Senza l’uomo, non esiste nemmeno la donna, incapace di essere e di divenire, senza l’appoggio di un maschio. Ma sopratutto incapace di fare la storia, tantè che la storia della civiltà umana è squisitamente maschile.

    La femmina poco o nulla ha fatto, e poco o nulla fa al giorno d’oggi (71% dei manager in Europa sono uomini; quasi tutti i potenti dei 220 stati sovrani, pure, i maestri di cultura, storia, tecnologia, gli inventori, i padroni delle multinazionali, i lavoratori che portano avanti la società, gli atleti, i soldati, le forze armate, i sindaci, etc).

    Insomma, sarai anche femminista, ma sei una frustrata.

    1. In primis non si parlava di meriti (nei quali uomini e donna sicuramente ne hanno avuti innumerevoli e differenti nella storia), quando di discriminazioni, rispetto a diritti e doveri che dovrebbero essere garantiti ad entrambi, senza differenziazione alcune.
      Secondariamente quanto hai affermato è semplicemente prova del fatto che troppo spesso, nel passato ed oggi, le donne non avuto modo ed occasione di dimostrare le proprie capacità. Il fatto che le donne siano spesso valori inespressi non significa che gli uomini manchino di valori, semplicemente hanno avuto più facilità nel poterli utilizzare, anche per fare passi importanti e rivoluzionari nella storia.
      Aldilà di ciò, non critico e non giudico il tuo pensiero, seppur mi mantengo su di una linea di espressione generale. Non credo che ricadere nel particolare possa dare fondamento ulteriore al tuo discorso.

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