Pensieri sconnessi

– Come sta tua figlia?
– Non ho una figlia zia…
– Dove la hai lasciata tua figlia??
– Non ho nessuna figlia zia!!!
– e quindi dimmi, dove è la tua bambina???
– al mare, sta bene Zia…

I vuoti…
Si va avanti di vuoti,
si va avanti di persone che se ne vanno,
si va avanti nonostante le persone che restano indietro.

“Fai del tuo meglio, anche quando il meglio non credi di averlo” diceva mamma quando ero piccola.
“Dove sono?” “Sono ancora viva?” chiede la zia quando sta precipitosamente invecchiando.

Il meglio per chi? Mio, tuo o suo?
Se “i megli” di ciascuno coincidessero, non ci sarebbe aridità nei rapporti umani.

Si sei viva zia, sei all’ospedale. È qui che si finisce.

Invece alle volte si creano i deserti da tanta aridità.
Il vento solleva violento la sabbia, tempeste che portano pulizia, nelle quali non si vede oltre se stessi.

Non ci spingiamo mai a guardare oltre noi stessi… cosa succede là ?  Come stanno loro ?

Dovrei essere in quel deserto in Nevada probabilmente…
Il Burning Man sarebbe stato lo schiaffo di purezza che mi avrebbe fatto risentire viva.

Per prendere fiato da tutta questa realtà,
da questa apatia che uso per difendermi da me stessa;
da tutta questa anoressia.

Sbagliata, piccola e stupida, ma stupidamente sarei stata viva.
Splendidamente e finalmente viva!

Dovrei essere in qualche vicolo, di qualche città,
con quell’ amica sbagliata al momento giusto, come capita a me
e nella circostanza giusta incontrare una di quelle notti che prendono l’anima.

In cui ti giochi tutto, perché realizzi che non avevi nulla.

Una spiaggia, quel falò, tanto alcool e l’amore libero. Ricordi sovraccalcati che si fanno angoscianti.
L’incapacità di esprimersi nonostante i pensieri scalpitino gli uni sugli altri.

È davvero rassicurante questo silenzio forzato,
in cui, malgrado le migliori intenzioni, il corpo non reagisce.
E finalmente, tutto si ferma. Attonita, sdraiata.
Incapace di far nulla, forse capace di tutto

“Va tutto bene, stai tranquilla, non sei sola.”
Non più di quanto lo si è nel mondo quotidiano, d’altronde.

Ed invece sono qui… in famiglia
in questa famiglia che prosciuga
restituendo problemi, difficoltà e un affetto mal distribuito, mal gestito.
Dove ognuno è colpevole degli sbagli altrui.
Ma addossandoci le colpe andiamo a letto più sereni.
Domani è un altro giorno, per viverlo senza cambiare, senza capire ancora una volta.
Per trascorrere così una vita.
Una vita inconsapevole d’essere tale.

Sono in un letargo che non mi appartiene.
A fare la persona matura che mai sarò, perché mai vorrei essere veramente!

A cercare casa…perché sto cercando casa???
Quando una casa io non la voglio, ne vincoli, ne posti fissi.
Non voglio un posto fisso nella vita!!!

Essere dove capita, quando capita.
Dove c’è posto per quello che sto vivendo ed essendo.
Dove mi ritrovo dopo quelle notti….

Ed invece sono qui,
a cercare un maledetto computer, per scrivere una tesi…ma? perché?
Io un computer non lo voglio!!
Quando odio la tecnologia e lei odia me,
abbiamo un tacito accordo del “vivi e lasciami vivere”
Io e la tecnologia
Io e la modernità.

Mi manca scriverti le lettere, che inviavamo come postini in modo che arrivassero all’inizio della settimana.
Sapevo esserci solo così in quel momento, scusami
La Francia non era poi così lontana? Avevamo vissuto di peggio, non credi ?!

Mi manca il giradischi, che con cautela mostra come riproduce quel suono, che emette quella musica, che percepisci come canzone.
In quella casa antica ed io in mutande che ballo da una camera all’altra Caterina Caselli -Nessuno mi può giudicare-

Mi mancano le emozioni vissute per la prima volta.
Perché diciamolo, solo quelle sembrano così vere, forti, dolorose, autentiche.
Unici, inestimabili momenti d’emozione.

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15 commenti

  1. E’ tutto così vero

  2. Mi piace molto questa tua considerazione e questa tua riflessione. Un po ti ho seguita in queste tue peregrinazioni in giro per il mondo e l’Italia e mi sono sempre interessati i tuoi post, davvero. Ora sei tornata in patria o scapperai di nuovo? Sai che mi piacerebbe conoscerti? Che ne pensi V.? 🙂 notte…

  3. A volte basta Vera poco per stare bene

  4. Tutto vero, tutta pura verità, ma permettimi di dire che ci sono una varietâ tale di emozioni che saranno sempre uniche e prime, perchè per ogni amore che incontrerai avrai un’emozione nuova, che sarà indimenticabile e non potrai paragonarla ad un altra perchè non ti giunge dalla stessa persona

    1. Sono d’accordo. Solo alle volte ci si stanzia troppo su di alcuni, ed esse smettono di essere emozioni emozionanti!
      Restano quotidianità ( la quotidianità che mi da sicurezza e cui sono intollerante! )

      Sono d’accordo: le persone, gli amori e i sentimenti non vanno paragonati! Mai 😉
      Grazie Laura

      1. Grazie a te. Concordo con te sul fatto che la quotidianità dia sicurezza, ma a lungo andare la sicurezza diventa monotonia, e spesso porta alla morte delle emozioni. Bisogna riuscire a tenere sempre viva la fiammella… e questo purtroppo non sempre è semplice farlo. Buona serata ❤

  5. Così tante cose è così importante che per ogni paragrafo ci sarebbe voluto un post intero!

    Sherabuonagiornata

    1. Temo di si 🙂
      Ma avrei annoiato…e mi sarei annoiata!
      Alla fine poche parole per ogni dettaglio, rendeno il tutto più accettabile, io credo!

      1. Non era un ‘rimprovero’ ma una sottolineatura dell’importanza di quanto tu hai segnalato.
        shera

      2. Non lo ho preso come tale, anzi scusa se è parso. Era solo una risposta, ma implicitamente anche un ringraziamento del commento. Inoltre credo anche io sarebbero stati possibili/ necessari più post.! Ma io sono un po’ così, mischio tutto! Bello e brutto.
        Grazie in ogni caso:)

  6. Questi pensieri sconnessi sono talmente aderenti alla realtà, così vivi,così dentro ne cose ,che chiamarli tali è un azzardo .Davvero felice di questo incontro ! A presto 🙂

    1. Onorata Anna di quanto hai scritto:)
      Grazie di cuore!

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