Tributo a Lucio Dalla

“Ho denudato la mia anima,

quando il sole smerigliava

colando a picco nell’acque affannate

della laguna tra gondole nericce

e fraseggi francesi.

Il ponte degli invaghiti

protestava qualcosa d’ancora

indefinito, forse già a capitolo cieco.

Ed ho perforato a lungo quegl’iridi

che scansavano, mentre le parole

mitragliavano e non si sfiancavano mai

d’arrestarsi, scolate in tavolini

di cinesi che sbraitavano

un veneto plebeo.

Un’ondata di accanimento,

e mani e teste che forse

avrebbero sospirato canicola

ma che il freddo bandiva

a dura morsa detenute.

In amore sono pasticciato,

qualcuno diceva,

ma considero d’esser solo audace

e di raccattare anche avanzi d’affetto

ed emozioni non dovute.

Mai legittime, mai pretese.

Non è finita qui, strepitava l’animo.

Non è finita così, mi sono tatuato nelle vene.

Ma anche questo crepuscolo

è ormai sciacallato,

spadroneggia già il Libeccio

ed il battito è screpolato,

in attesa del torpore.

In attesa dell’anno

che forse verrà.

Cara amica ti scrivo…”

 

2 commenti

  1. Lucio mi piace e non mi piace, non è il genere di canzoni che ascolto, ma sapere che è della mia città, vedere tanta gente che lo ama, sentire le sue canzoni lungo le vie del centro attorno a casa sua, me lo fa rivalutare 🙂

  2. Bellissimo tributo, alcune sue canzoni per me sono fantastiche, altre…
    Ma non sempre la ciambella esce con il buco!
    Buon tutto 😉

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