Hypnose, di Lancome: available to all pasengers.

Gli aeroporti sono luoghi d’incontro:

L’aeroporto è quel luogo ove non esiste un orario,
perché c’è chi beve una birra alle sei del mattino, seduto accanto a chi pasticciosamente puccia il croissant nel cappuccino, dinnanzi ad un colui che rumorosamente risucchia i noudles da una zuppa di miso.

L’aeroporto è quel luogo dove non esistono orari, poiché ognuno vi approda con il proprio fuso.
Pronto a partire o a ritornare, o come il più delle volte accade, meramente a vagare.

Ognuno si trova qui, all’aeroporto, con una stanchezza differente, un trascorso diverso e motivazioni varie.
Ma soprattutto ciascuno dal medesimo punto di partenza insegue una direzione diversa, come l’umanità nell’universo.

Eppure oggi io e mille estranei siamo qui, insieme, consapevoli solo del fatto che all’aeroporto la qualità del cibo è inversamente proporzionale al suo prezzo;
che decollando poi si atterra
ed una volta atterrati la vita torna nel nostro dominio, pertanto bisogna decidere di gestirla o decidere come gestirla, ma soprattutto se gestirla.

Altrimenti si cambia volo, si cambia rotta, si cambia direzione,
si cade e si comincia da capo.
Eppure oggi ed ora siamo insieme.

L’aeroporto è quel luogo in cui non esiste la lingua ufficiale, tutti parlano la propria, cosicché più lingue mischiate e confuse si sovrappongono
I discorsi si confondono e i pensieri si anebbiano.

Allora, osservi con attenzione le parole pronunciate da chi è seduto innanzi a te, nonostante quei suoni non potranno mai portarti nulla alla mente.

Resteranno sempre incapibili nonostante li si ascolti; proprio come incapibili sono le emozioni, per gli umani, nonostante le si provino.

L’aeroporto è quel luogo laddovi ti “spruzzi” tutti i profumi, consapevole del fatto che ognuno ha il suo diverso doloros ricordo.

Cazzo Samsara, cazzo Chloè, cazzo Amour Amour, cazzo Candy…tutti si mischiano nella mente e ognuno perde la sua fragranza.

La Becherovka sembra il profumo più adeguato per ripartire.

L’aeroporto è un punto d’incontro per ricordi irrisolti.

Come a San Paolo quando rubammo ogni possibile souvenirs; come a Budapest quando litigammo e nemmeno ci salutammo una volta arrivati a Napoli; come a Londra quando ti aspettavo, piccola, con le lacrime agli occhi felice che stavi venendo da me per salvarmi; come a Parigi, quando mi portasti in vacanza nella sola speranza che un giorno mi sarei nutrita di nuovo; come a Vilnius dove ci salutammo solo per ritrovarci.

Hypnose, di Lancome: available to all pasengers.

3 commenti

  1. Gli aeroporti sono un magico e bellissimo luogo di aggregazione.
    E’ un universo in miniatura, un posto in cui chiunque può sentirsi vicino a chi vive da sempre lontano da lui; si mescolano voci, lingue,profumi, colori e culture… E le emozioni, vissute all’interno di un aeroporto, sembrano persino più intense!

    Che bello questo pezzo… Mi è piaciuto davvero un sacco.

    Un abbraccio ❤

      1. Grazie a te per le splendide parole

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