Io con l’Amore non so ragionarci.
Ci provo, ma lui non parla
e io non capisco.

Eh sì, oggi è un altro anno,
esulando dal quantum e ancor più dal quo modo.

oggi è un altro anno,
eppure mi sembra di averne persi tanti nell’ultimo periodo.

Interi pezzi di vita che ho ingurgitato, evitato, ignorato, sorpassato o semplicemente dimenticato.

Pezzi di me, non vissuti.
E oggi, mi ritrovo destrutturata,
e passa vento gelido fra i vuoti.

Negli ultimi anni mi sono innamorata,
sono stata impegnata ad essere innamorata. Sempre e Comunque.

Alla ricerca costante di quel senso d’Amore, che credevo di intuire,
-e che oggi posso constatare- senza mai capire.

Non capì proprio alcunché,
confusi la protezione con l’amore
la sicurezza con la felicità
e la paura con l’eccitazione.

Ad oggi, non trovo né capo né coda di questo mio viaggio con l’amore.

Sento di tornare perdente,
laddove ho perso molto, oltre me stessa.

Eppure forse amare è anche questo, perdersi.
Eppure ora, ritrovarsi è complesso.

Ricrearsi laddove pezzi di me, sono rimasti incastrati in vite altrui.
Forse non mi servivano, forse saranno utili a loro. Eppure, mi mancano, mi manco tutta.

Un amico ritrovato mi disse che “l’Amore è in tutto, non solo nelle relazioni sentimentali. Nel sole e nella pioggia, negli animali e nelle lacrime, nella luce e nella personalità

Lo so bene ciò, a pensarci…
…ho amato le mie malattie, le difficoltà, nonché le parti più semplici e insospettabili della vita;
eppure, spesso, ho dimenticato che l’Amore è ovunque, anche all’infuori dell’amore.

Negli ultimi anni ho perso amiche, non avendo saputo esserci.
Ho perso parenti, senza poterli salutare.
Ho perso complicità, con le persone a me più care.
Ho perso contatto, con le mie origini.
Ho perso rispetto, per me stessa.

Oggi tutto mi tocca,
tutto mi devasta e tutto mi sfiora appena.
Un connubio di atarassia e suscettibilità estrema.

Ho dimenticato di provare amore per me,
di fermarmi, se stanca
di piangere, se colma
di nutrirmi, se viva
di salutare, se doveroso
di accettare, se benefico
di perdonare, se utile
di amarmi, per come sono.

Anni spesi in carenza di sobrietà,
alla ricerca di qualunque antidoto pur di non capire con lucidità.

Un anno fa lo ricordo bene, ero nelle lenzuola di casa e provavo delusione, per quanto accaduto.
Ero con la mia famiglia e provavo paura, per la vita, o meglio paura della vita.
Piangevo, incapace di vedermi un anno dopo.

Oggi, mi sveglio e mi sento una persona noiosa, annoiata da chi sono.
Dai “quando sarò grande…” sfociati nei vari “non ho il tempo”, “devo andare”, “è tardi”…

Noiosa per non essermi saputa prendere ciò che volevo da questa vita.
Noiosa perché nemmeno sapevo cosa volevo.
Cosiccome sono oggi incapace di intravedere il Bene, in mezzo a tante false e luccicanti bontà.

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3 commenti

  1. La tua vita non mi sembra per nulla noiosa e neppure tu.

  2. La forma dell'anima · · Rispondi

    Mi rivedo in te, nelle tue paure, nei tuoi rimpianti, nelle tue incertezze. Mi sono (e forse ancora oggi mi sento) esattamente come tu ti senti.

  3. Frase trita, ma valida: dai tempo al tempo!
    Ciao gio’

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