Una cherofobia insita nella nascita

Foto, su foto, di foto, con foto…

Ti ho stampato per non dimenticare
Ti ho stampato per non dimenticare chi sono,
per non dimenticare chi ero
o come ero,
quanto ero,
felice.

Ti ho stampato per non dimenticare chi eravamo, chi siamo stati e chi saremo.

Inchiostro su carta, sembra poter fermar il tempo.

Ch’io di “tempi” ne vorrei tanti,
paralleli fra loro ed infiniti.

Così da potere viverne di ogni,
il bello ed il brutto,
il sole e la notte,
il giusto e il dannoso,
me e te.

Carta a colori così che io possa sentirmi lì.
Ripropormi in quell’istante,
con te,
felice.

I ricordi hanno costruito uno scheletro,
senza il quale sarei invertebrata,
o disperata.

Le foto sono dichiarazioni d’Amore silenti,
percepibili ai pochi,
eclatanti per nessuno.

Eppure le foto,
seppur per un istante,
fermano il tempo.

Poiché io,
di quel tempo,
ne vorrei ancora.

Insaziabile voglia di vivere,
fino a fremere,
fino a piangere.

Per poi spaventarmi forte,
chiudermi a feto
e voler solo spegnere la luce.

Perché al buio,
nemmeno la felicità fa più paura.

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