Accetta d’aver trovato una minima parte perduta

È mentre ti sposti,
scappi senza sosta
cerchi quello che non trovi
realizzi chi non sei
dimentichi chi sei stata

I ricordi, la mente oberata di ricordi,
violenti, si fanno spazio gli uni fra gli altri;
per frastornare il presente,
per ostacolare una precaria ricerca di sosta.

I luoghi rievocano sensazioni nascoste, superficialmente riappaiono gli sguardi come a non essersesene mai andati.

Le emozioni provate e involontariamente mai dimenticate. Alte velocità surclassate

Le città e le abitazioni che hanno rappresentato un guscio, quando credevo di essere forte.

Come se i chilometri  potessero imporre silenzio al caos che invade la testa,
come se spostandomi allontanassi i problemi;

nella vana speranza che al rientro siano evaporati,
fedeli, mi ri-accolgono ogni volta.

Città indagate, strade consumate, bicchieri abbandonati, in notti pericolose, fatte di bramata inconsapevolezza.

Ma oggi so dove voglio tornare, ne conosco il motivo e mi sento quasi salva.

2 commenti

  1. E credo sia una buona conquista.

  2. Bellissimo testo, Soffio: trovo confermato l’importante salto di maturazione umana già rilevato in una tua precedente poesia e stavolta rinvengo pure un balzo nello stile, più pulito e alto.
    Bravissima! Avanti così!
    aloha
    virginio

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