“Sai sbagliare?”

La domanda per me pare essere “sai sbagliare?
Sembrerebbe semplice a prima lettura e in effeti la risposta lo parrebbe altrettanto “sono bravissima a sbagliare!
Dico davvero, sbaglio con una facilità imbarazzante e generalmente per uscire da uno sbaglio ormai commesso, cado in un altro, usualmente più grave e ancor meno rimediabile rispetto al primo.
Però se poi penso bene alla domanda la risposta si complica, quasi si converte o inverte.
Pur essendo particolarmente eccelsa nell’incorrere in sbagli, non sono altrettanto abile nell’accettare di averli commessi.
Invero, da una prima fase di totale ed inutile negazione riguardo l’errore fatto, che dura all’incirca qualche ora e da cui ne esco sempre sconfitta (le conseguenze dell’errore sono per lo più fresche, dirompenti e ineludibili), passo ad un’ipocrita fase di riconoscimento e accettazione.
Dico “ipocrita” perché credo di non aver mai veramente accettato nessun mio errore, anzi; come a trascinarmeli tutti, nell’immagine di un enorme rete da pesca che si è mano a mano rinvigorita di sbagli accumulati negli anni, ogni giorno mi colpevolizzo e tormento per tale macigno.
Gli errori che se non avessi fatto, oggi non…
Se avessi invece ragionato così, oggi sarebbe diverso…etc..
Di quei “se” e “ma” ci condisco le giornate, distruggendomi l’animo per non aver mai fatto la cosa giusta o perché avrei sempre comunque potuto fare Meglio.
La ricerca smodata della parte migliore di me, mi ha fondamentale portata al nulla, o peggio alla totale negazione di me, manifestatasi nel più ordinario dei disturbi prevedibili in questo caso, l’anoressia nervosa cronica.
Ma ormai ho capito, essere l’anoressia solo una secondaria e debole manifestazione di un ben più profondo disagio, incastonato nei meandri di un passato che fondamentalmente non ho mai scavato, ma più semplicemente tappato.
Un po’ come gli sbagli, finisco alla fine con l’ignorarli, come se non li avessi commessi e come se le conseguenze non fossero così papabili; nella speranza di convincermi che davvero Non fosse Colpa Mia.
Da questo meccanismo comprendo ora la voragine di Senso Di Colpa che abita dentro me.
Consapevole di essere umanamente imperfetta, sono alla ricerca costante e folle della Perfezione
Una ricerca che non può permettersi di portare con se gli errori effettuati, gli sbagli commessi, le mancanze che sono stata, le scorrettezze adoperate, le bugie e le falsità raccontate spudoratamente.
La mia intera vita si erge su un profondo senso di colpa, che probabilmente risale alla nascita.
È un senso di colpa “di esistere” credo, non lo so…non ho mai avuto sufficiente coraggio, tempo e denaro per una psicoanalisi capace di sbrogliare tutti i nodi, che artificiosamente e faticosamente, porto con me da sempre.
Resta in me, tuttavia, fin da bambina quella grandissima voglia di farmi piccola, piccola, fino a sparire.
Eppure oggi, in questi giorni di quarantena, malgrado il mio probabile disagio esistenziale, forse dettato anche da un’infanzia viziata e destabilizzante, mi sento Grata
Non so bene di cosa, forse un po’ di tutto, come di avere il tempo per pensare, poter soffermarmi senza sentirmi così tanto in colpa come prima.
Di poter vivere con maggior calma e serenità ogni momento, di avere la fortuna di viverlo innamorata.
E poi, di sentirmi privilegiata, perché so di esserlo in confronto a molti altri e l’unico sbaglio che non vorrei mai veramente commettere è dare tutto questo per scontato.

4 commenti

  1. io non faccio che sbagliare, tutto, sempre

  2. È molto bello il tuo pensiero riguardo a questi giorni difficili. Ho una domanda sul resto però: hai mai pensato che il tuo perenne senso di colpa possa non essere legato a qualcosa che compi verso gli altri ma verso te stessa? È possibile che tu senta di non essere pienamente te stessa in ciò che fai quotidianamente? Mi spiego, di sentire di non riuscire a “realizzare” te stessa nell’ambiente in cui vivi le tue giornate; di non essere nel posto giusto per te e con le persone giuste?

    1. Ciao, scusami, ho letto solo ora il.commento
      Ilsenso di colpa è esclusivamente nei miei confronti, nel senso che sento e so di non rispettarmi come persona…purtroppo fra consapevolezza e risoluzione il passo non è.immediato, ma spero che tempo ed anni, aiutino!

      1. Se ci metterai anche del tuo sono sicura che ci riuscirai. Buone feste.

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